Utopia di un'autonoma Lex Criptographi(c)a e responsabilità del giurista. Dallo smart contract al «giusto rimedio» del «re-codin

Riferimento: 9788849552416

Editore: Edizioni Scientifiche Italiane
Autore: Longobucco Francesco
Collana: Associazione dei dottorati di diritto privato
Pagine: 121 p., Libro in brossura
EAN: 9788849552416
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Descrizione

Muovendo da una metodologia di predisposizione congiunta dello smart contract, per mano sia del giurista sia del programmatore, il lavoro, abbandonate le letture volte a reificare il fenomeno indagato, propone di intendere il code informatico, ove esso determini l'effetto costitutivo del rapporto obbligatorio e realizzi funzioni meritevoli di tutela, come un negotium a regolamento semplificato. Il giurista, già chiamato ex ante a suggerire allo sviluppatore il modello di smart contract piú adeguato a governare il concreto casus digitalis, ritorna in scena nella fase finale di individuazione a posteriori della normativa applicabile all'effetto informatico (il code-risultato o il fruit contract macchinico), cosí costruendo-conformando il regolamento definitivo, tramite il controllo della 'lex mercatoria' digitalis e l'attuazione della normatività umana. Il contesto delle patologie contrattuali e della contrattazione asimmetrica induce, peraltro, a non abbandonare la prospettiva rimediale, specie quella on-chain, fino a sistematizzare, quale portato estremo della Rule of Law by By Design, il giusto rimedio civile, extra ordinem, del re-coding, assunto a veicolo di destituzione semantica, a livello giuridico, del testo informatico e, in ogni caso, a ponte di collegamento tra la Lex Criptographi(c)a e l'Ordinamento giuridico, per giungere definitivamente, sul piano sostanziale, ad uno smart contract giusto.